Sindrome da alimentazione notturna (Night Eating Syndrome)
La sindrome da alimentazione notturna, universalmente nota anche con l’acronimo inglese NES (Night Eating Syndrome), è un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione caratterizzato da una peculiare sfasatura tra i ritmi del sonno e quelli dell’assunzione di cibo. Inquadrata clinicamente per la prima volta nel 1955 da Albert Stunkard, oggi questa sindrome è riconosciuta all’interno dei manuali diagnostici come il DSM-5 nella categoria dei disturbi dell’alimentazione o della nutrizione specificati (OSFED). A differenza di altri comportamenti alimentari, la NES non riguarda tanto “cosa” si mangia, ma soprattutto “quando” avviene l’assunzione calorica, configurandosi come una vera e propria alterazione del ritmo circadiano.
Le caratteristiche cliniche fondamentali
Per poter parlare di sindrome da alimentazione notturna, devono manifestarsi congiuntamente alcuni segnali specifici che ne definiscono il profilo clinico :
- Anoressia mattutina : la persona presenta uno scarso o assente appetito durante le prime ore del giorno, arrivando spesso a saltare la colazione e a non sentire lo stimolo della fame fino al pomeriggio inoltrato.
- Iperfagia serale : il consumo di cibo si concentra in modo sproporzionato dopo la cena. Clinicamente, si definisce iperfagia serale l’assunzione di almeno il 25% (o più) del fabbisogno calorico giornaliero totale dopo l’ultimo pasto principale.
- Insonnia e risvegli notturni : la persona fatica ad addormentarsi o presenta frequenti risvegli durante la notte (almeno due o tre volte a settimana), durante i quali avverte l’impulso irrefrenabile di mangiare per riuscire a riprendere sonno.
- Consapevolezza dell’atto : a differenza del disturbo del sonno legato all’alimentazione, chi soffre di NES è perfettamente vigile e consapevole mentre mangia di notte e ne conserva un ricordo nitido al mattino.
Le cause e i meccanismi psicologici
Le origini della Night Eating Syndrome sono complesse e di natura multidisciplinare. Gli esperti concordano sul fatto che alla base vi sia una disregolazione ormonale che coinvolge la melatonina, l’ormone del sonno, e la leptina, l’ormone che segnala la sazietà. In molti soggetti, i livelli di questi ormoni non aumentano correttamente durante la notte, lasciando il corpo in uno stato di fame e di allerta cognitiva.
Dal punto di vista psicologico, la NES è spesso associata a elevati livelli di stress e ansia. Il cibo notturno viene utilizzato come una forma di self-medication : l’assunzione di carboidrati, in particolare, favorisce la produzione di serotonina, che aiuta a calmare il sistema nervoso e a facilitare l’addormentamento. Tuttavia, questo crea un circolo vizioso in cui il corpo impara a dipendere dal cibo per gestire le emozioni negative e il riposo, peggiorando la qualità della vita e la salute metabolica.
Differenze tra NES e Binge Eating Disorder
È fondamentale non confondere la sindrome da alimentazione notturna con il Binge Eating Disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata. Sebbene possano coesistere, le differenze sono marcate :
- Nel BED le abbuffate coinvolgono quantità di cibo oggettivamente enormi in tempi brevi; nella NES le ingestioni notturne possono essere anche di piccole quantità, ma ripetute.
- Nel BED non c’è necessariamente una restrizione diurna; nella NES l’anoressia mattutina è un tratto distintivo.
- Nella NES il focus è sulla sfasatura circadiana, mentre nel BED l’enfasi è sulla perdita di controllo emotiva indipendentemente dall’orario.
Rischi per la salute e trattamento
A lungo termine, la NES può portare a gravi conseguenze fisiche, tra cui obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica, a causa del fatto che il corpo assimila i nutrienti in un momento in cui il metabolismo dovrebbe essere a riposo. Inoltre, la deprivazione cronica di sonno aggrava i sintomi depressivi.
Il trattamento d’elezione è multidisciplinare e comprende la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), mirata a regolarizzare i pasti e a gestire lo stress, la fototerapia per riallineare il ritmo circadiano e, in alcuni casi, il supporto farmacologico con antidepressivi SSRI per stabilizzare l’umore e gli impulsi. Una corretta igiene del sonno e la pianificazione dei pasti diurni sono passi fondamentali per interrompere il ciclo dell’alimentazione notturna e ritrovare il benessere psicofisico.