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Ipotermia corporea

Una voce del glossario di Comestai: parole chiare sui Disturbi Alimentari, scritte dalla nostra équipe.

Glossario medico · Comestai

Ipotermia corporea

L’ipotermia corporea è una condizione clinica definita da una temperatura interna dell’organismo inferiore ai 35 °C. Sebbene possa verificarsi per esposizione accidentale a climi rigidi o immersione in acque gelide, nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), e in particolare nell’anoressia nervosa, essa rappresenta una complicanza medica cronica derivante dalla grave denutrizione e dalla perdita di tessuto adiposo.

Il mantenimento della temperatura corporea (termoregolazione) è un processo che richiede un dispendio energetico considerevole. In condizioni di estrema restrizione calorica, l’organismo mette in atto una strategia di “risparmio energetico” : riduce il metabolismo basale e sacrifica funzioni non immediatamente vitali per preservare l’attività del cuore e del cervello. L’abbassamento della temperatura è quindi sia un segnale di esaurimento delle riserve energetiche, sia un meccanismo adattivo di difesa.

Cause dell’ipotermia nei disturbi alimentari

Nelle persone affette da gravi forme di restrizione alimentare, l’ipotermia è causata da una combinazione di fattori fisiologici e metabolici :

  • Perdita di tessuto adiposo sottocutaneo : il grasso corporeo funge da isolante termico naturale. La sua drastica riduzione espone il corpo a una dispersione di calore molto più rapida.
  • Riduzione della massa muscolare : i muscoli sono i principali generatori di calore attraverso il metabolismo e il movimento. La cachessia (grave deperimento muscolare) riduce drasticamente la capacità del corpo di produrre calore interno.
  • Ipometabolismo : per sopravvivere alla fame prolungata, la ghiandola tiroide e il sistema nervoso simpatico riducono la loro attività, rallentando tutte le funzioni corporee e abbassando il “set-point” termico.
  • Carenze nutrizionali : la mancanza di nutrienti essenziali compromette le reazioni biochimiche necessarie alla produzione di energia termica.

Sintomatologia e segnali di riconoscimento

A differenza dell’ipotermia acuta da assideramento, quella legata ai DCA può essere cronica e il paziente può sviluppare una parziale tolleranza soggettiva, sebbene i rischi organici rimangano elevati. I sintomi comuni includono :

  • Intolleranza al freddo : una sensazione costante di freddo anche in ambienti riscaldati, che porta la persona a vestirsi a strati o a utilizzare borse dell’acqua calda in modo ossessivo.
  • Estremità fredde e cianotiche : mani e piedi appaiono gelidi al tatto, spesso con una colorazione bluastra o violacea (acrocianosi) dovuta alla vasocostrizione periferica.
  • Livedo reticularis : comparsa di un disegno a rete rossastro o bluastro sulla pelle, specialmente sulle gambe, segno di una circolazione rallentata.
  • Pelle secca e comparsa di lanugo : la crescita di una fine peluria morbida sul tronco e sugli arti è un tentativo estremo del corpo di isolarsi termicamente.
  • Bradicardia e ipotensione : il cuore rallenta i battiti e la pressione cala, contribuendo a una sensazione di letargia e stanchezza cronica.

Rischi e complicazioni

L’ipotermia non è solo un sintomo fastidioso, ma un indicatore di gravità clinica che può portare a conseguenze severe :

  • Aritmie cardiache : il cuore diventa elettricamente instabile a basse temperature, aumentando il rischio di arresto cardiaco improvviso.
  • Compromissione del sistema immunitario : un corpo freddo è meno efficiente nel combattere le infezioni, rendendo pericolose anche patologie banali come l’influenza.
  • Difficoltà cognitive : il rallentamento metabolico influisce sulla velocità di pensiero, sulla memoria e sulla capacità di concentrazione.

Trattamento e recupero

Il trattamento primario dell’ipotermia nei DCA non è il riscaldamento esterno passivo, ma la riabilitazione nutrizionale. Solo attraverso un aumento graduale e costante dell’introito calorico l’organismo può ricominciare a produrre calore in modo autonomo. Durante il percorso di cura, è fondamentale il monitoraggio medico per gestire la transizione e prevenire la sindrome da rialimentazione, garantendo che il corpo recuperi la sua capacità termoregolatoria in totale sicurezza.

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