Bulimia Nervosa (Purgativa/Non Purgativa)
La bulimia nervosa è un complesso disturbo della nutrizione e dell’alimentazione caratterizzato da una tendenza ciclica che alterna episodi di abbuffate incontrollate a condotte di compenso volte a prevenire l’aumento di peso. In ambito clinico, questo disturbo viene spesso suddiviso in due sottotipi principali : la bulimia nervosa purgativa e la bulimia nervosa non purgativa. Sebbene la diagnosi moderna tenda a unificare queste manifestazioni sotto l’unico cappello della bulimia nervosa, comprendere la distinzione tra le diverse condotte compensatorie è fondamentale per inquadrare correttamente il vissuto del paziente e i relativi rischi per la salute.
Definizione di abbuffata e perdita di controllo
Il nucleo centrale della bulimia, indipendentemente dal sottotipo, è l’episodio bulimico. Un’abbuffata non è semplicemente un pasto abbondante, ma deve soddisfare criteri precisi :
- Consumo di grandi quantità : mangiare in un tempo limitato (circa due ore) una quantità di cibo che è oggettivamente superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in circostanze simili.
- Perdita di controllo : la sensazione di non poter smettere di mangiare o di non riuscire a decidere cosa e quanto ingerire.
Questi episodi sono solitamente accompagnati da intensi sentimenti di vergogna, colpa e disgusto verso se stessi, che spingono l’individuo a nascondere il comportamento e a cercare soluzioni immediate per “annullare” l’introito calorico.
Bulimia nervosa di tipo purgativo
Il sottotipo purgativo è la forma più conosciuta e frequente. In questo caso, la persona cerca di eliminare fisicamente il cibo dal corpo subito dopo l’abbuffata. I metodi più comuni includono :
- Vomito autoindotto : è la condotta di eliminazione più diffusa, spesso causata dalla paura estrema di ingrassare.
- Uso di lassativi e diuretici : l’uso improprio di farmaci per accelerare il transito intestinale o l’espulsione di liquidi.
- Uso di clisteri : metodi invasivi per liberare l’intestino.
Le complicazioni fisiche di questa forma sono spesso evidenti : erosione dello smalto dentale dovuta ai succhi gastrici, ingrossamento delle ghiandole parotidi, squilibri elettrolitici e possibili lesioni all’esofago.
Bulimia nervosa di tipo non purgativo
Nella variante non purgativa, l’individuo mette in atto comportamenti di compenso che non prevedono l’espulsione immediata e fisica del cibo, ma mirano a bruciare le calorie introdotte o a compensarle con restrizioni successive. Le condotte principali sono :
- Esercizio fisico eccessivo : l’attività sportiva diventa compulsiva e viene praticata per ore, anche in presenza di infortuni o malattie.
- Digiuno o restrizione estrema : saltare i pasti o seguire diete rigidissime nei giorni successivi all’abbuffata.
- Uso di stimolanti : assunzione di sostanze o farmaci per sopprimere l’appetito o accelerare il metabolismo.
Sebbene questo sottotipo possa sembrare meno “visibile”, il carico psicologico e il rischio di danni organici, come l’affaticamento cardiaco e la malnutrizione, restano estremamente elevati.
Impatto psicologico e trattamento
Ciò che accomuna entrambe le forme è l’eccessiva influenza che il peso e la forma del corpo hanno sull’autostima della persona. Il cibo viene utilizzato come uno strumento per gestire emozioni intollerabili, creando un circolo vizioso tra restrizione, abbuffata e colpa. Il trattamento d’elezione è la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E), che mira a stabilizzare l’alimentazione, ridurre le condotte compensatorie e lavorare sulle cause profonde dell’insoddisfazione corporea.