Lanugo
Nel contesto clinico dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DCA), il termine lanugo identifica una caratteristica manifestazione dermatologica consistente nella crescita di una peluria molto sottile, morbida e solitamente non pigmentata. Sebbene questa peluria sia fisiologicamente presente nel feto per proteggere la pelle all’interno dell’utero e nei neonati prematuri, la sua comparsa in età adulta o adolescenziale è un segnale d’allarme estremamente significativo di uno stato di grave malnutrizione e deperimento organico.
Questa condizione è osservata con particolare frequenza nei pazienti affetti da anoressia nervosa di tipo restrittivo, ma può manifestarsi in qualunque quadro clinico caratterizzato da una perdita di peso drastica e da una riduzione critica della massa grassa corporea. La sua presenza non è un semplice inestetismo, ma rappresenta un vero e proprio tentativo disperato dell’organismo di adattarsi a condizioni ambientali e metaboliche avverse.
Perché compare il lanugo nei disturbi alimentari
La funzione biologica principale del lanugo negli individui con disturbi alimentari è legata alla termoregolazione. Quando il corpo subisce una restrizione calorica prolungata, si verificano diversi cambiamenti fisiologici volti al risparmio energetico :
- Perdita del grasso sottocutaneo : il tessuto adiposo funge da isolante termico naturale. Quando questo scompare a causa della malnutrizione, il corpo perde calore molto più velocemente.
- Ipotermia : la mancanza di “carburante” alimentare impedisce al metabolismo di generare calore sufficiente a mantenere la temperatura corporea costante, portando il paziente in uno stato di ipotermia cronica.
- Isolamento sostitutivo : in risposta alla mancanza di grasso e al freddo costante, l’organismo stimola la crescita di questa peluria soffice nel tentativo di creare uno strato isolante che possa trattenere il calore vicino alla pelle.
Caratteristiche e localizzazione
Il lanugo si distingue dalla normale peluria corporea per la sua consistenza simile a quella della seta o del piumaggio di un neonato. Le zone in cui è più comune osservarne la comparsa includono :
- Il viso : in particolare lungo le guance, le tempie e la linea della mascella.
- Il tronco : può coprire la schiena (spesso lungo la colonna vertebrale) e l’addome.
- Le estremità : è frequente trovarlo sugli avambracci e, talvolta, sulle gambe.
Spesso il lanugo è accompagnato da altri segni dermatologici tipici della malnutrizione, come la cute secca, la fragilità capillare, l’acrocianosi (mani e piedi freddi e bluastri) e la perdita dei capelli (alopecia), creando un contrasto visivo netto tra la peluria diffusa sul corpo e il diradamento della chioma.
Significato clinico e prognosi
Dal punto di vista diagnostico, la presenza di lanugo è un indicatore di severità del disturbo. Segnala che il corpo ha esaurito le sue riserve primarie e sta attivando meccanismi di sopravvivenza arcaici. Tuttavia, è importante sottolineare che il lanugo è un sintomo reversibile. Non richiede trattamenti dermatologici specifici, poiché la sua risoluzione dipende interamente dalla riabilitazione nutrizionale.
Con il ripristino di un peso salutare, la normalizzazione dell’apporto calorico e il recupero di un adeguato strato di grasso sottocutaneo, il corpo smetterà di sentire la necessità di questo isolamento extra. Di conseguenza, il lanugo tenderà a cadere spontaneamente nel giro di poche settimane o mesi dall’inizio del recupero ponderale. La scomparsa del lanugo è spesso considerata dai clinici come un segno tangibile del miglioramento dello stato di salute fisica e della ripresa delle normali funzioni metaboliche del paziente.